Pitta 'n chiusa

Sonia Peronaci prepara LA PITTA ‘N CHIUSA tipica di Catanzaro, ma esiste in varie versioni e con diversi nomi anche in altre parti della Calabria Si tratta di un dolce a base di frutta secca, spezie e miele, formato da tante piccole roselline. Sembra complicato ma in realtà ha un grado di difficoltà medio ed è pronta in circa tre ore tra preparazione e riposo, più quasi un’oretta di cottura. Ma è ancora più buona se preparata in anticipo, quindi potete prendervela con calma! Infatti è un dolce comodo da tenere in casa perchè si conserva a lungo, circa 10/15 giorni...certo bisognerebbe sapere resistere alla tentazione di mangiarla tutta appena sfornata!

Difficoltà: Intermedia

Tempo: 1h30'

Costo: Basso

- +
REGOLA LE DOSI
Ingredienti per 4 persone
PER L’IMPASTO
PER IL RIPIENO
  • 400  gr noce secca tritate, oppure metà noci e metà mandorle spellate
PER RICOPRIRE

Preparazione

  1. INGREDIENTI PER UNA TORTIERA BASSA DEL DIAMETRO DI CM 28

    PREPARAZIONE IL RIPIENO Puoi preparare il ripieno anche il giorno prima. Metti in ammollo l’uva passa nel vino dolce per almeno mezzora, poi scolala e mettila in una ciotola. Tieni da parte il vino dolce perché potrai utilizzarlo successivamente per il ripieno e per l’impasto. Trita le noci in modo che non siano troppo grosse ma neanche troppo fini, poi uniscile in ciotola assieme all’uva passa rinvenuta; aggiungi il vino bianco dolce, lo zucchero, le scorze grattugiate degli agrumi, la cannella e i chiodi di garofano in polvere. Copri la ciotola con pellicola e lascia riposare ed insaporire in un luogo fresco da un minimo di un’ora fino ad arrivare anche a un giorno intero. Più il periodo sarà lungo e più il composto risulterà profumato.

  2. L’IMPASTO In una ciotola metti le farine, poi aggiungi il resto degli ingredienti e impasta fino a compattare tutto; continua ad impastare sul piano di lavoro per ottenere un composto liscio ed omogeneo. Forma una palla e adagiala nella ciotola coprendola con pellicola trasparente. Lasciala riposare per almeno mezzora.

  3. ASSEMBLA LA PITTA ‘NCHIUSA Prendi la pasta e dividila in pezzetti da circa 100 g l’uno e tirali con la macchina della pasta fino ad ottenere delle sfoglie sottili 1 mm della lunghezza di 60 cm e della larghezza di 14 cm. Taglia ogni striscia con una rotella tagliapasta dentellata e dividila a metà per il lungo ricavando così delle strisce lunghe 60 cm e larghe 7 cm. Unendo 3 strisce, devi ottenere un cerchio molto sottile del diametro di cm 28 . Spennella le strisce con l’olio extravergine di oliva, cospargile con un po’ di zucchero semolato, con la cannella e i chiodi di garofano in polvere e un po’ di ripieno. Piega su se stessa per il lungo la striscia di impasto, racchiudendo il ripieno, poi arrotolala formando una grande rosa. Prendi il lembo finale della striscia e arrotolalo in senso opposto fino ad ottenere due rose attaccate della stessa dimensione. In questo modo otterrai due rose identiche da una sola striscia di impasto; l’altra soluzione è quella di tagliare la striscia di 60 cm in due da 30 cm ed ottenere una rosellina alla volta.

  4. Quando avrai ottenuto 18 roselline, poggiale sul disco di pasta precedentemente oliata e cosparsa con zucchero, polvere di cannella e di chiodi di garofano e stringile bene tra di loro. Ripiega i bordi del disco di pasta verso l’alto come per abbracciare le roselline, facendo anche qualche piega per farla aderire bene, poi con lo spago da cucina, cingi la pasta a metà della sua altezza e chiudi con un nodo per tenerla ferma e aderente alle roselline. Adagia la pitta ‘nchiusa sulla tortiera foderata con carta forno e spennella la superficie con un po’ di olio extravergine di oliva.

  5. CUOCI LA PITTA ‘NCHIUSA Inforna la pitta ‘chiusa in forno statico preriscaldato a 180° per circa 50 minuti. Poco prima di sfornarla, scalda il miele per renderlo fluido e, non appena sfornata, cospargi immediatamente, la superfice, dopo di che lasciala raffreddare completamente. Una volta fredda puoi gustare la tua pitta ‘nchiusa, anche se il consiglio dei calabresi è quello di lasciarla riposare un paio di giorni prima di consumarla.